Blu Genziana


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Montaldo di M.vì

IL TERRITORIO

Situato ad un'altitudine di m 796 sullo spartiacque tra la valle Roburentello e la valle Corsaglia, Montaldo ha una storia molto antica. La scoperta di massi con incisioni coppelliformi e di altri resti preistorici venuti alla luce in località "Castello", durante scavi archeologici effettuati negli anni ottanta, hanno dato conferma all'ipotesi che la zona fosse abitata già nel periodo neolitico. E' certo comunque che il centro fosse abitato in epoca romana, come è dimostrato dalla scoperta di due lapidi, ora murate nella cappella di San Rocco. La prima notizia certa del nome "Montaldo" è del 1041, quando, in un diploma di Arrigo III, si cita il Romitorio di Sant'Ambrogio detto di Montaldo. Il paese fu il vero e proprio epicentro, alla fine del XVII secolo, della "Guerra del sale". In particolare, negli ultimi giorni del giugno 1681, fu combattuta tra i valligiani insorti e le truppe sabaude quella che venne chiamata proprio la "battaglia di Montaldo". Dopo accaniti combattimenti le truppe del Duca di Savoia riuscirono ad entrare nel paese, incendiandolo e saccheggiandolo, pagando però a caro prezzo tale impresa. Attaccato ripetutamente durante il ritorno a Mondovì, l'esercito piemontese, subì infatti gravi perdite. Peggiore ancora fu la repressione nel 1699, atto conclusivo della "Guerra del sale".

Le truppe sabaude, al comando del generale Des Hayes, nel marzo di quell'anno, dopo aver sconfitto gli insorti al Bricchetto, tra Mondovì e Vicoforte, mossero verso Montaldo. Nonostante la resistenza degli abitanti, il villaggio fu nuovamente preso e saccheggiato: otto borgate su nove vennero incendiate, furono impiccate 49 persone e 450 famiglie furono deportate nel Vercellese. Furono inoltre abbattuti, nei mesi seguenti, i boschi di castagno dei dintorni, per evitare che potessero offrire rifugio ad eventuali rivoltosi ed offrire reddito alle famiglie. Le frazioni di Montaldo sono Sant'Anna Collarea e Corsagliola. Un tempo fiorente per la villeggiatura, il paese ha spostato ora le sue principali potenzialità turistiche verso Sant'Anna il cui abitato forma continuità con quello di Sangiacomo. Da vedere l'area archeologica nella zona Castello, la bella parrocchiale dell'Assunta, la borgata Roà Marenca.




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